Come fisioterapisti siamo spesso attratti dagli argomenti in trend: il mal di schiena cronico, le nuove evidenze sul dolore persistente, l’approccio biopsicosociale, le tecniche di riabilitazione neuromuscoloscheletrica. È naturale: vogliamo rimanere aggiornati su ciò che viene discusso e insegnato nei congressi, nei corsi di formazione e nei social professionali.
Ma questa tendenza rischia di renderci ciechi verso altri ambiti, meno in voga ma potenzialmente rivoluzionari. Uno di questi è l’oncologia riabilitativa e, in particolare, il ruolo dell’esercizio fisico nei pazienti oncologici.
L’argomento è complesso, e non è intenzione di questo articolo entrare nei dettagli tecnici. L’obiettivo è piuttosto stimolare consapevolezza: perché se è vero che non tutti lavoreremo quotidianamente con persone con diagnosi di cancro, è altrettanto vero che comprendere il potenziale dell’esercizio in questo ambito potrebbe ridefinire la nostra professione nei prossimi anni.
Cosa ci dicono le evidenze più recenti
Negli ultimi anni, la ricerca ha iniziato a indagare non solo gli effetti dell’esercizio sulla qualità di vita dei pazienti oncologici, ma anche i suoi possibili impatti biologici.
Una revisione pubblicata nel 2024 sul Journal of Sport and Health Science ha analizzato il fenomeno dell’exercise-conditioned serum: il siero raccolto dopo l’attività fisica sembra avere un effetto soppressivo sulle cellule tumorali, con differenze legate a modalità, volume e intensità dell’esercizio. Un dato che apre scenari interessanti: l’attività fisica potrebbe contribuire a modificare, almeno in parte, l’ambiente biologico in cui il cancro si sviluppa.
Parallelamente, una meta-analisi del 2025 pubblicata sul British Journal of Sports Medicine ha esaminato la relazione tra fitness cardiorespiratorio, forza muscolare e mortalità nei pazienti oncologici. Il risultato è chiaro: maggiore forza muscolare e un miglior livello di fitness cardiorespiratorio si associano a una minore mortalità. In altre parole, non parliamo solo di qualità di vita, ma di sopravvivenza.
Anche quando si passa agli studi clinici, i dati sono incoraggianti. Un trial randomizzato pubblicato nel 2025 su Breast Cancer Research and Treatment ha confrontato due modalità di esercizio — allenamento con sovraccarichi e training intervallato ad alta intensità (HIIT) — in donne sopravvissute al tumore al seno. Entrambe le modalità si sono dimostrate efficaci nel migliorare composizione corporea, forza, fitness cardiorespiratorio e qualità della vita. Un messaggio chiaro: non esiste un unico “protocollo magico”, ma più strade possibili, adattabili alla persona.
Infine, una meta-analisi del 2025 sul Journal of Cancer Survivorship ha evidenziato come l’esercizio possa contribuire a ridurre i marker infiammatori nelle sopravvissute al tumore al seno, con un effetto mediato anche dal miglioramento della composizione corporea.
Perché questo riguarda tutti i fisioterapisti
Si potrebbe pensare che tutto questo interessi solo chi lavora in centri oncologici o in riabilitazione specialistica. Ma riflettiamo:
- L’incidenza del cancro è in costante crescita, e sempre più persone vivono a lungo dopo una diagnosi.
- Molti pazienti oncologici, terminati i percorsi ospedalieri, tornano a frequentare i contesti di riabilitazione generale e i centri di fisioterapia.
- Il fisioterapista, in quanto professionista dell’esercizio terapeutico, è in una posizione privilegiata per accompagnare questi pazienti in percorsi di movimento sicuro ed efficace.
Non serve quindi essere specialisti oncologici per comprendere che forza muscolare e fitness cardiorespiratorio non sono variabili accessorie, ma determinanti cliniche con implicazioni sulla sopravvivenza.
Le barriere da superare
Nonostante le evidenze, questo ambito resta poco conosciuto nella fisioterapia. Le ragioni sono diverse:
- Nei corsi di laurea e nella formazione post-graduate, l’esercizio in oncologia è raramente trattato in modo sistematico.
- Esiste una diffusa paura di “fare danno”, che porta a un atteggiamento iper-prudenziale, spesso tradotto in inattività.
- Mancano linee guida operative dettagliate nei contesti non specialistici, rendendo difficile l’integrazione pratica delle evidenze.
Eppure, come già accaduto in altri ambiti (pensiamo alla prevenzione delle cadute in geriatria, oggi considerata imprescindibile), ciò che oggi è percepito come “di nicchia” potrebbe presto diventare parte integrante della fisioterapia quotidiana.
Quali concetti chiave possiamo far nostri
- L’esercizio fisico non è solo riabilitazione: può avere effetti biologici che incidono sull’ambiente tumorale.
- Forza e fitness cardiorespiratorio sono associati non solo alla qualità della vita, ma anche alla sopravvivenza nei pazienti oncologici.
- Non esiste un unico protocollo: diversi approcci (resistenza, HIIT, attività aerobica) possono essere adattati alle esigenze della persona.
- Ignorare questo ambito significa rischiare di restare indietro rispetto a una delle aree che più potrebbero ridefinire la nostra professione nei prossimi anni.
- Non è necessario diventare specialisti oncologici, ma è necessario sviluppare consapevolezza e apertura verso questo campo.
Conclusioni
Come fisioterapisti ci troviamo davanti contemporaneamente a una sfida e a un’opportunità. Continuare a investire energie solo negli ambiti più popolari ci rassicura, ma rischia di appiattire il nostro lavoro. Al contrario, coltivare curiosità verso aree meno esplorate – come il ruolo dell’esercizio nei pazienti oncologici – potrebbe non solo differenziarci come professionisti, ma soprattutto renderci parte attiva in una delle battaglie più importanti della medicina contemporanea.
BIBLIOGRAFIA
- Suppressive effects of exercise-conditioned serum on cancer cells: A narrative review of the influence of exercise mode, volume, and intensity. Journal of Sport and Health Science. 2024. https://doi.org/10.1016/j.jshs.2023.12.001
- Association of muscle strength and cardiorespiratory fitness with all-cause and cancer-specific mortality in patients diagnosed with cancer: a systematic review with meta-analysis. Br J Sports Med. 2025. https://doi.org/10.1136/bjsports-2024-108671
- Effects of resistance training vs high intensity interval training on body composition, muscle strength, cardiorespiratory fitness, and quality of life in survivors of breast cancer: a randomized trial. Breast Cancer Res Treat. 2025. https://doi.org/10.1007/s10549-024-07559-5
- Exercise and inflammation in female survivors of breast cancer: systematic review and meta-analysis with secondary mediation analysis on body composition. J Cancer Surviv. 2025. https://doi.org/10.1007/s11764-025-01873-7
A cura dello staff di HealtHub



