Misinformazione in ambito sanitario: definizione, cause e strategie per contrastarla

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Nell’era digitale, Internet è diventato una fonte primaria di informazioni per molti aspetti della nostra vita, inclusa la salute. Tuttavia, la vasta quantità di contenuti online include purtroppo anche molta misinformazione, ovvero affermazioni non accurate o fuorvianti presentate come vere.

Questo aspetto è particolarmente critico nel campo della salute, dove l’informazione inaffidabile può avere un impatto diretto sul benessere delle persone. Inoltre, mentre molta attenzione mediatica e accademica si è concentrata sulla misinformazione legata, ad esempio, alle vaccinazioni , è importante riconoscere che il problema si estende ad altre aree della salute, compresa la fisioterapia e la gestione del dolore muscoloscheletrico.

La Misinformazione nel contesto fisioterapico

Uno studio recente (Van der Noord et al., 2025) ha analizzato il contenuto di 834 siti web di studi privati di fisioterapia dei Paesi Bassi riguardo le informazioni fornite sul dolore lombare e sul dolore al collo, evidenziando alcuni aspetti significativi e preoccupanti.

È emerso, infatti, che la maggior parte delle informazioni fornite aveva un orientamento prevalentemente biomedico, non considerando le attuali linee guida basate sul modello biopsicosociale, che riconosce la complessa interazione di fattori biologici, psicologici (come pensieri, emozioni, comportamenti) e sociali nell’insorgenza e nella persistenza del dolore.
Questo orientamento biomedico è stato riscontrato nel 64% dei siti per il dolore lombare, nel 59% per il dolore al collo e nel 67% per i siti che trattavano entrambi, mentre solo una piccola percentuale (8% per LBP, 6% per NP, 2% per entrambi) è stata giudicata ragionevolmente biopsicosociale.

Un altro elemento rilevante è che la maggioranza dei siti web analizzati utilizzava un linguaggio capace di indurre paura. Questo tipo di linguaggio è stato riscontrato frequentemente, in ben 1624 casi (il 69% delle volte), non risultando coerente con le più recenti le linee guida, che sconsigliano l’uso di linguaggio che incoraggia la paura del dolore.
Non solo è un tipo di linguaggio riscontrato nella descrizione delle cause del dolore e nei consigli, ma anche nelle conseguenze associate al dolore stesso. Inoltre è stato rilevato che questo tipo di narrazione non coinvolge solo elementi testuali, ma anche gli elementi grafici. Su 133 siti web (16% del totale) le grafiche più comuni includevano “posture dolorose” (25%), schiene contrassegnate in rosso (20%), colli contrassegnati in rosso (17%), espressioni facciali di dolore (9%) e immagini di ernia (9%).

Biopsychosocial Model

Perché l’Informazione errata è un problema serio (e difficile da correggere)

Correggere le credenze errate è intrinsecamente difficile. Le persone tendono a elaborare le informazioni in modo da confermare le loro convinzioni preesistenti (ragionamento motivato). Inoltre, le emozioni giocano un ruolo cruciale: il contenuto emotivamente stimolante della misinformazione può renderla difficile da sradicare, e i messaggi correttivi che inducono forti emozioni negative possono essere controproducenti.

Una seconda ricerca (Dan & Coleman, 2024), sebbene focalizzata inizialmente sulla misinformazione vaccinale, offre importanti intuizioni sulle strategie di correzione. Questo studio ha confrontato l’efficacia di “fact-check” presentati in formato testuale rispetto a quelli video nel correggere mispercezioni.

I risultati suggeriscono che:

  • Il Formato conta: I fact-check in formato video si sono dimostrati più efficaci di quelli testuali nel correggere le mispercezioni, in particolare tra coloro che avevano convinzioni preesistenti false o incerte. Gli autori ipotizzano che questo possa dipendere da una maggiore fluidità nell’ elaborazione delle informazioni audiovisive rispetto al testo.
  • Attenzione all’emotività: Un altro studio (Jheng et al., 2025 ) ha approfondito il ruolo delle emozioni e della struttura del testo (narrativo vs. espositivo, con o senza enfasi sul danno) nella correzione di misinformazione sanitaria. È emerso che, in generale, i testi correttivi sono efficaci nel ridurre le mispercezioni. Tuttavia, messaggi che inducono forti emozioni negative possono ridurre l’efficacia della correzione e l’intenzione di cercare ulteriori informazioni.
  • Chiarezza e meno emozioni negative: Le evidenze sembrano suggerire che un approccio chiaro, diretto e basato sui fatti, senza un’eccessiva carica emotiva negativa, potrebbe essere la strategia più efficace per contrastare la misinformazione.

Verso un’Informazione più affidabile in fisioterapia

Le conclusioni di questi studi ci indicano chiaramente che c’è un urgente bisogno di migliorare la qualità delle informazioni online fornite in ambito sanitario e anche in ambito fisioterapico. Non si tratta solo di precisione tecnica, ma anche di come l’informazione viene comunicata.

Ecco alcune implicazioni pratiche e strategie suggerite, basate sulle evidenze:

  • Piena adozione del modello Biopsicosociale: Le informazioni sul dolore e sulle condizioni muscoloscheletriche dovrebbero riflettere la complessità del modello biopsicosociale, andando oltre una visione puramente strutturale o biomedica.
  • Eliminare il linguaggio che induce paura: È essenziale rimuovere qualsiasi linguaggio o immagine che possa spaventare i pazienti, indurre catastrofismo o una percezione di danno tissutale non supportata dalle evidenze.
  • Seguire le linee guida: Assicurarsi che tutti i consigli e le descrizioni di trattamento siano coerenti con le più recenti linee guida basate sull’evidenza.
  • Considerare formati alternativi: Sebbene il testo sia lo standard, esplorare l’uso di video o altri formati multimediali potrebbe migliorare l’efficacia della comunicazione, specialmente per concetti complessi o per correggere credenze radicate.
  • Comunicare con chiarezza e serenità: Evitare di caricare i messaggi correttivi con emozioni negative e intense. Un tono chiaro, rassicurante e basato sui fatti è probabilmente più efficace nel promuovere la comprensione e l’accettazione di informazioni accurate.
Fact-checking

Conclusione

La misinformazione online sul dolore e sulla fisioterapia rappresenta una sfida significativa, potenzialmente in grado di minare l’efficacia dei trattamenti e il benessere dei pazienti.
Le evidenze scientifiche ne delineano la portata, le origini e offrono anche indicazioni concrete su come affrontarla. Adottare un approccio basato sull’evidenza non solo nella pratica clinica, ma anche nella comunicazione online, utilizzando linguaggio rassicurante, allineandosi alle linee guida e considerando formati efficaci, è un passo cruciale per i fisioterapisti per diventare, a tutti gli effetti, fonti di informazione affidabili e utili per i loro pazienti. Solo così si potrà aiutare le persone a “navigare il mare dell’informazione online” in modo sicuro, riducendo la paura, promuovendo scelte di recupero informate e migliorando la qualità della vita.

BIBLIOGRAFIA

 

  • Robert van der Noord, Roland R. Reezigt, Davy Paap, Henrica R. Schiphorst Preuper, Michiel F. Reneman, 2025. Robert van der Noord et al.. Unhelpful Information About Low Back and Neck Pain on Physiotherapist’s Websites. European Journal of Pain
  • Viorela Dan, Renita Coleman, 2024. Viorela Dan, Renita Coleman. “I’ll Change My Beliefs When I See It”: Video Fact Checks Outperform Text Fact Checks in Correcting Misperceptions Among Those Holding False or Uncertain Pre-Existing Beliefs. Communication Research
  • Poels, K., Van de Cruys, S., Jheng, Y. L., 2025. Poels, K. et al.. Strategies to correct vaccine misinformation on social media

A cura dello staff di HealtHub

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